A way out

A way out è uno di quei pezzi ai quali è difficile anche solo avvicinarsi.

Nasce come una canzone infilata in fondo ad Out of water, un album tra i più reconditi e spesso dimenticati della carriera di PH. Eppure rappresenta a livello di arrangiamento il punto di congiunzione tra gli arrangiamenti degli anni ottanta e i suoi album più maturi, costituendo un “punto di svolta” a detta dello stesso Hammill. Un disco nel quale i suoni sono ancora quelli sintetici di “In a foreign town”, usati però con una maggior consapevolezza.

A way out – dicevamo – nasce lì. Voce, tastiere, batteria elettronica e un assolo di chitarra finale. Dal vivo prende un’altra vita e altre strade, soprattutto nelle versioni piano-e-voce, e nel gioco dei pieni-e-vuoti rivela tutta la propria potenza. Musicalmente è un crescendo, strofa dopo strofa, fino al verso finale che giunge come un’epifania. Seguono altri due minuti di musica, che dal vivo sono generalmente caratterizzati da una lenta, lunga sequenza di note cadenzate che rallentano fino a svanire.

Il testo è invece composto da una anafora basata sulla ripetizione del termine “out” facendolo poi seguire da altre parole che ne alterano il significato. Approfittando della enorme ricchezza di verbi fraseologici tipica dell’inglese, Hammill riesce a trasmettere la difficoltà insormontabile del cercare di capire le motivazioni dietro a un gesto irrevocabile. Perché A way out non è una canzone come le altre: parla dell’addio a una persona cara che ha deciso di togliersi la vita.

Non c’è dubbio che si tratti di una canzone che Hammill sente sulla propria pelle, com’è testimoniato da quella che è a mio parere la più bella e appassionata versione di “A way out” tra quelle che ho sentito. Venne suonata in Italia, vicino a Verona, nel 2009, e mostra un Peter Hammill coinvolto fino a spezzarsi, letteralmente. Come scrivono saggiamente i gestori del club “Il giardino” in coda al video “A volte anche le lezioni di autocontrollo terminano in dimostrazioni di grande consapevole umanità”

Non vado oltre con l’analisi. Hammill stesso è molto restìo a parlare di questa canzone e di cosa voglia dire per lui. Il fatto che abbia deciso di metterla su disco e di cantarla spesso dal vivo mostra certamente un desiderio di condividere il proprio dolore ma è qui che Hammill mette il confine. Ciò che è universale viene trasmesso attraverso la musica, ciò che è privato invece deve rimanere tale.

Come dice lui stesso nel proprio sito, dopo aver analizzato traccia per traccia tutto Out of water, “And I’m not going to talk about ‘A Way Out’.”

A way out

Out of joint, out of true,
out of love, out of the blue,
out of order, out of orbit, out of control,
out of touch, out of line,
out of sync and out of time,
out of gas, out of tread,
out of road.

Out of date, out of stock,
out of use – out, out, damned spot!
You want out, you want out of it for good.
Out of the running, out of the game,
out on your feet, clear out of range,
out of context, out of contact,
out of the woods.

Out, out, looking for a way out,
no straws are left to cling to;
out, out, going for the fade-out…
but what do you fade into?

Out on the town, out for laughs,
out of service, out to grass,
out of mourning, out of purdah, out on bail,
out of kilter, out of grace,
out to get out of this place,
out of this world, out and out
beyond the pale.

Right out of character, out of sympathy,
so far out upon a limb
you’re out of your tree….

Out of breath, out of tune,
out of your head and out of view,
down and out, out for the count, or is it just for revenge?
Out of sight, out of mind,
leave it out, leave it behind
out of reach of all family, all friends.

Out, out, going for the bale-out,
no parachute above you.
Out, out…you’ll not feel the fall-out.

I wish I’d said “I love you”.

Una via d’uscita

fuori dai cardini, fuori forma,
fuori dalla coppia, senza preavviso,
fuori servizio, fuori orbita, fuori controllo,
fuori contatto, fuori dal seminato,
fuori sincrono e fuori tempo massimo,
finita la benzina, fuori dal sentiero,
fuori strada.

Scaduto, fuori catalogo,
fuori uso, via, via, maledetta macchia!1
vuoi fuggire, vuoi uscirne fuori sul serio,
fuori gara, fuori dal gioco,
senza energia, ben fuori dai limiti,
fuori contesto, fuori contatto,
fuori pericolo.

Fuori, fuori, alla ricerca di una via d’uscita,
Non rimangono più specchi su cui arrampicarsi;
fuori, fuori, dissolvendo pian piano
ma dissolvendosi in cosa?

Fuori città, ridendo a crepapelle,
fuori servizio, messo a riposo,
finiti i lamenti, fuori dalla par condicio, fuori su cauzione,
fuori equilibrio, fuori dalla grazia,
determinato a fuggire da qui,
fuori dal mondo, del tutto,
fuori dai limiti del decoro.

Fuori dal personaggio, in disaccordo,
così fuori dall’opinione comune
sei fuori di testa…

Fuori forma, fuori dall’intonazione,
fuori dalla tua mente e fuori dalla vista,
al verde, pieno di sonno, o è solo per vendetta?
Fuori dalla vista, fuori di testa,
lascialo fuori, lasciatelo dietro,
fuori dalla portata della famiglia, degli amici.

Fuori, fuori, deciditi a mollare,
nessun paracadute sopra di te.
Fuori, fuori… non sentirai la ricaduta.

Vorrei averti detto “Ti voglio bene”.

La versione originale

Una versione più recente, suonata nel 2014 in Romania

 

  1. Citazione da Macbeth, atto 5, scena 1, pagina 2

4 commenti su “A way out

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