Nothing comes

Nei tardi anni novanta la Discipline Global Mobile, etichetta discografica di Robert Fripp che da tempo distribuisce anche gli album di Peter Hammill, era solita pubblicare dei CD raccogliendo una serie di brani degli artisti che pubblicava, a mo’ di sampler. Questi CD venivano poi distribuiti gratuitamente, o a prezzo ridotto, a fronte di un ordine online o postale di altro materiale discografico.

Nel 2000 feci un ordine e venni in possesso del secondo di questi CD, sometimes god smiles: una raccolta di ben trenta brani di una ventina di artisti diversi. Tra essi Peter Hammill, presente con una versione accorciata di Nothing Comes. Il brano mi conquistò da subito e fu probabilmente la prima canzone del PH solista che ebbi modo di ascoltare. Si tratta di una canzone stranamente orecchiabile e a prima vista leggera, salvo poi rivelare una profonda amarezza nel testo.

Gli anni novanta avevano visto Peter Hammill modificare gli arrangiamenti elettronici e new-wave degli anni ottanta e reintrodurre dei suoni più languidi, pur mantenendo alcuni marchi di fabbrica come le sovraincisioni vocali e il piano elettrico. Everyone you hold, il 24° della carriera di PH, si caratterizza quindi per un andamento generalmente soffuso e una serie di brani che sono poi entrati nelle scalette dei concerti come Bubble, Tenderness e la stessa Nothing Comes.

Nothing comes

Consternation out of the box
as the conversation runs onto the rocks;
in full expectation nothing comes as a shock.

It’s all plain sailing in the dry dock;
it’s all downhill from here, in the rubble, taking stock…
with no sense of feeling nothing comes as a shock.

You remind me of the girlfriend I never had:
never fitted the equation, I was never quite one of the lads.
Still I remember that my feelings were always touch and go
once I thought I knew all that, now I just don’t know.

The wrap’s about to happen, the scene is already blocked,
black-out’s already plotted and the cameras are locked:
when everything’s over nothing comes as a shock.

I remember that my feelings were always touch and go
once I thought I knew it all, now I just don’t know.

Il Niente accade

Avvilimento pre-confezionato1,
mentre la conversazione si abbatte contro le rocce;
Nel pieno dell’attesa il Niente2 si abbatte come uno shock.

La navigazione è facile nel bacino di carenaggio;
ma poi è tutto in discesa, tra i detriti, facendo l’inventario3
senza alcuna empatia il Niente arriva come uno shock.

Mi ricordi della ragazza che non ho mai avuto:
non mi incastravo tra gli elementi dell’equazione, non ho mai stato davvero parte della compagnia4.
Ricordo ancora che i miei sentimenti erano sempre toccata-e-fuga
un tempo pensavo di sapere tutto questo, ora davvero non so.

Il sipario sta per alzarsi, la scena è già pronta,
le luci si spegneranno come previsto e le cineprese sono al loro posto:
quando tutto è finito il Niente si presenta come uno shock.

Ricordo ancora che i miei sentimenti erano sempre toccata-e-fuga
un tempo pensavo di sapere tutto questo, ora davvero non so.

E’ possibile ascoltare la versione originale di Nothing Comes qui:

Le versioni live di Nothing Comes non differiscono molto dall’originale se non per l’arrangiamento più asciutto, l’assenza degli archi (ad eccezioni delle performance live con Stuart  Gordon) e una melodia vocale spezzata e meno fluente.

  1. Letteralmente “out of the box” significa “di serie”, “incluso nella confezione”
  2. “nothing comes” è un gioco di parole. Di per sé significa “nulla accade” però, nel contesto della canzone, significa “il nulla accade”, cioè all’interno di una attesa comunicazione avviene che si manifesti un vuoto
  3. Nel senso di “contare i danni”
  4. inteso come la compagnia dei ragazzi, il gruppo degli amici, il branco

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