2019-04-04T08:33:43.000Z

Un’azienda italiana (posseduta per metà da un fondo saudita, ricorda niente? Magari qualche bomba su un ospedale in Yemen?) produce droni da guerra, cioè per parlare chiaro delle macchine senza pilota radiocomandate che agiscono in contesti militari in cui si ammazza della gente. Tipo robocop, ma peggio.

Quest’azienda italiana è in difficoltà, inoltre i droni prodotti sembrano essere “dei pezzi di ferro” (cit.) al punto tale che il ministero della difesa non vuole sganciare i DUECENTOCINQUANTA MILIONI DI EURO necessari per l’acquisto. L’ordine salta, l’azienda va a monte.

Ecco che allora il ministero della difesa viene in aiuto, perché non è possibile che un’azienda italiana (e gli investitori sauditi, che poi si ricomprano dal ministero parte delle armi ordinate) fallisca perché il ministero non paga, sia mai! Ecco allora pronto un ordine di P180, che se non altro sono aerei che vengono utilizzati anche in contesti civili e sanitari. Servono? Non servono? Non importa, l’importante è che quei DUECENTOCINQUANTA MILIONI DI EURO non vengano usati altrove, per carità.

Contenti? Io no. Fra poco si vota, pensateci. Link: Il ministero della Difesa ha cancellato un nuovo ordine di droni – Il Post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.