2019-08-01T10:46:03.000Z

Fin dall’inizio di questa grottesca storia della moto d’acqua la cosa che mi ha più infastidito è stata l’atteggiamento della polizia. “Mi dia un documento”, dicono alla persona che sta girando il video. “Non può riprendere una moto della polizia”. “Se continua glielo leviamo” ecc.

Peccato che queste cose non potessero dirle, e queste minacce non potessero farle.

“I due uomini sono in costume da bagno, uno dei due chiede un documento al cronista e l’altro si identifica come poliziotto (anche se alla fine sembra ritrattare, per qualche motivo). Alle richieste di spiegazioni da parte del giornalista, uno dei due gli dice che non si può perché «è una moto della Polizia di Stato». «Non riprenda un mezzo della Polizia di Stato, perché mette in difficoltà tutti quanti noi», aggiunge poi.”

Peccato che “Non ci sono leggi che proibiscano di fotografare e filmare gli agenti delle forze dell’ordine: si può fare, quindi, come aveva stabilito il Garante della Privacy rispondendo a un quesito posto dal ministero dell’Interno nel 2011. Gli agenti si possono fotografare e filmare mentre sono in servizio, mentre sono impegnati in operazioni, mentre presidiano manifestazioni pubbliche: insomma, generalmente quando stanno esercitando le loro funzioni.

(…) È evidente che a decidere se la foto o il filmato violino la privacy degli agenti di polizia, oppure se rientri nel diritto di cronaca, non sono gli agenti di polizia stessi.”

Quindi sì, amici miei, se a una manifestazione o in qualsiasi frangente ci sentiamo in dovere di filmare dei poliziotti possiamo farlo. Diffondere il video poi è un altro paio di maniche, a quel punto scatta il diritto di cronaca e l’importanza dell’avvenimento ripreso, però il diritto a riprendere c’è. Con buona pace degli agenti arroganti. Link: Si può filmare la polizia? – Il Post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.