2019-08-10T15:58:05.000Z

“il 19 settembre Pilecki si fa catturare dai tedeschi per le strade della Varsavia occupata, sotto il falso nome di Tomasz Serafinski. Con lui vengono presi altri 1139 civili. Pilecki viene torturato per due giorni e poi è inviato ad Auschwitz. Sul braccio ha tatuato il numero 4859. Fra lavoro e malattie, nel campo crea l’Unione di Organizzazioni Militari allo scopo di aiutare gl’internati e preparare la liberazione del campo da parte dell’AK e del legittimo governo polacco in esilio in Gran Bretagna

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Londra però dice che non è possibile, non crede al Rapporto stilato da Pilecki, temono che sia un falso. I sovietici non si comportano meglio: quando nel 1944 passano nei pressi del campo, marciano diritti senza fermarsi un attimo: puntano su Berlino, non Auschwitz.

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Ricercato dai sovietici, per tutta risposta dall’aprile 1947 il capitano si mette a raccogliere prove della crudeltà comunista nel Gulag. L’8 maggio viene alla fine catturato. E subito torturato. Il resistente antinazista viene considerato solo una sporca spia. Il processo è fissato al 3 marzo 1948. Il 15 maggio arriva la sentenza capitale, eseguita, il 25 seguente, con un proiettile sparato nella nuca.” Link: Il volontario di Auschwitz che si fece internare per documentare l’orrore

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