Cassette e cassetti

Quando ero bambino avevamo in casa una quantità di musicassette etichettate “Autori vari”. Amici, colleghi o parenti dei miei genitori confezionavano queste cassette che poi finivano in macchina o nello stereo di casa.

Quelle cassette erano una miniera di brani conosciuti e sconosciuti – per me allora erano tutti sconosciuti – degli anni ottanta e primi novanta. Alcuni dei pezzi che contenevano sono rimasti freschi nella mia memoria, ne ho memorizzato i titoli e li ho poi cercati una volta cresciuto. Altri li ho rimossi e sono rimasti in una scatoletta nel retro del mio inconscio, pronte per uscirne alla giusta sollecitazione.

Proprio qualche giorno fa su Radio Capital ho sentito le note iniziali di questa “Promise me” di Beverly Craven e uno di quei cassetti si è spalancato. Una ballata piano+voce+pianole struggente e perfetta, con una melodia fenomenale e una voce splendida. O forse no, forse sono io che amo una canzone mediocre solo perché stava in una di quelle cassette, tra Misfit dei Curiosity killed the cat e The greatest love of all di Whitney Houston.

Nei giorni scorsi abbiamo iniziato a svuotare la casa che contiene tutte quelle cassette. Ho fatto la mia parte frettolosamente, nel week-end, e non ho avuto tempo nemmeno di infilare il naso nelle tante scatole e borse piene di custodie e nastri, anche solo per scorgere qualche titolo da segnare nella mente. Toccherà aspettare che qualche altro cassetto si schiuda. Forse è meglio così.

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