Conosci Victor Jara?

VICTOR-JARAVictor Jara è stato un cantautore cileno. Protagonista della canzone politica del proprio paese fino ai primi anni settanta, fu assassinato pochi giorni dopo l’11 settembre del 1973 dai militari agli ordini del generale Pinochet.

Viene preso prigioniero insieme a numerosi alunni e professori. Lo conducono allo Estadio Nacional de Chile, trasformato in campo di concentramento, poi nel vicino Estadio Chile, un complesso sportivo con un palazzetto dove si praticavano vari sport, e qui rimane prigioniero diversi giorni.

Secondo alcune versioni, lo torturano a lungo, colpendogli le mani fino a rompergliele con il calcio di una pistola. Il 16 settembre (o secondo alcuni il 23) lo finiscono a pistolettate. La vedova, Joan Turner Jara, ha smentito che gli siano state strappate le unghie e altre torture alle quali si dice sia stato sottoposto. Joan Jara racconta testualmente:

«Siamo saliti al secondo piano, dove erano gli uffici amministrativi e, in un lungo corridoio, ho trovato il corpo di Víctor in una fila di una settantina di cadaveri. La maggior parte erano giovani e tutti mostravano segni di violenze e di ferite da proiettile. Quello di Víctor era il più contorto. Aveva i pantaloni attorcigliati alle caviglie, la camicia rimboccata, le mutande ridotte a strisce dalle coltellate, il petto nudo pieno di piccoli fori, con un’enorme ferita, una cavità, sul lato destro dell’addome, sul fianco. Le mani pendevano con una strana angolatura e distorte; la testa era piena di sangue e di ematomi. Aveva un’espressione di enorme forza, di sfida, gli occhi aperti.»

Dopo averlo ucciso, i militari cileni non solo proibiscono la vendita dei suoi dischi, ma ordinano la distruzione delle matrici.

Canto, come mi vieni male
quando devo cantare la paura!
Paura come quella che vivo,
come quella che muoio, paura
di vedermi fra tanti, tanti
momenti dell’infinito
in cui il silenzio e il grido
sono le mete di questo canto.
Quello che vedo non l’ho mai visto.
Ciò che ho sentito e che sento
farà sbocciare il momento…

(Ultima strofa del testo scritto nello stadio di Santiago del Cile poco prima di essere ucciso, poi tradotta in inglese e musicata da Pete Seeger, con il titolo di Estadio Chile)”

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Daniele Sepe invece è un cantautore italiano, politicamente molto attivo, il quale ha raccolto delle canzoni di Victor Jara in un album del 2000, “Conosci Victor Jara?”

La copertina del disco – e il titolo – li conoscevo da anni, ma non li avevo mai ascoltati. Questo anche perché mi aspettavo il solito disco folk italiano con le chitarre e i cori e tutto il resto dell’irritante campionario, oppure un nostalgico Inti-Illimanico.
La bella notizia è che invece no. E’ una meraviglia.

L’altra bella notizia è che Sepe, che è uno che al pubblico ci tiene, regala sul proprio sito una registrazione del disco realizzata live. Copertina scaricabile e MP3. 🙂

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