Crudeltà

Ho sempre messo in relazione il Trio con pianoforte con una certa povertà di mezzi e con l’ascesi. Semplicità, abolizione del ridondante e del superfluo, estrema essenzialità fanno pensare allo Zen e a certe pratiche ascetiche la cui “essenzialità” è sinonimo di intensità spirituale. Per questo il Trio non tollera effettismi e manierismi di nessun tipo, tutte cose che servono a gettare fumo negli occhi e a nascondere ciò che veramente conta: il disvelamento della verità. Questo disvelamento non riguarda solo, come e ovvio, l’anima di noi musicisti ma l’insieme delle relazioni (e dei giochi di potere, delle alleanze) che si stabiliscono nel suonare e che in nessun luogo come nel Trio appaiono finalmente senza veli. Tutto ciò ha a che fare con la crudeltà: la crudeltà del mostrarsi e del mostrare senza veli quello che la musica confezionata e prodotta artificialmente per il mercato tende a mascherare e a smussare.

(Arrigo Cappelletti)

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