December 23, 2017 at 12:32PM

Sviluppare su Android è facile: scegli un linguaggio (dei due-tre possibili, però puoi usarne anche uno solo), installi l’ambiente di sviluppo (che è uno), fai l’app, carichi sullo store o distribuisci come vuoi.

Sviluppare sul web invece è un inferno: bower, composer, laravel, zend, node, angular (o angular2), mille e mille framework, librerie, gestori di pacchetti, webserver e webservice, un linguaggio per il client e uno per il server (e uno di templating).

Il paradosso è che lo sviluppo su Android è semplice perché la gestione è dittatoriale: google decide qual è l’SDK, che si può estendere ma non sostituire. L’ambiente di sviluppo è consigliato e supportato da loro, così come i dispositivi sui quali si installa. Il web invece è caotico perché è spesso auto-gestito, in mano alla community e ai milioni di sviluppatori in giro per il mondo e piegato alle esigenze di browser che non si adattano ad alcuno standard comune.

Ogni giorno quindi mi trovo davanti alla versione informatica di un dilemma che in veste più ampia (e complessa) si ritrova spesso nella vita: meglio un sistema funzionante e autoritario o uno folle, caotico e frustrante ma “democratico” o quantomeno più libero?

Appena lo scopro vi faccio sapere. Link

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