Duck, Duck, Go on!

Google sa tutto di me. Sa dove vivo, dove vado, sa cosa faccio, sa cosa scrivo e cosa compro. Quando uso Chrome, e al lavoro lo uso spesso per le possibilità di debugging native, sa in che siti vado anche se li digito direttamente nella barra degli indirizzi.

duckduckgo-logoVisto che sa tutte queste cose ho pensato che raccontargli anche tutto quello che cerco forse è un po’ esagerato. Lo so che Google è nato proprio per farti trovare le cose, e so che è il migliore nel fare questo. Però cercare qualcosa è l’atto primo della conoscenza, la scintilla della curiosità. Dire a tutti che musica ascolto mi va bene, e mi va bene che lo sappia anche Google. Così come mi va bene che ci faccia dei conti e mi piazzi la pubblicità personalizzata in base alla musica che ascolto. Però che i risultati delle mie ricerche siano organizzati in base a ciò che ho cercato in precedenza, o filtrati in base alle mie supposte opinioni, è un po’ più fastidioso: non per il fatto in sè, ma per il fatto che accade senza che io me ne renda conto ed è quindi difficilissimo prendere delle contromisure.

Da oggi quindi ho installato su tutti i PC che uso – e sullo smartphone anche se lì sarà più dura – le estensioni di Duck Duck Go. Un motore di ricerca che non ti traccia e ti mostra – per la stessa ricerca – gli stessi risultati che mostrerebbe al tuo vicino. Installi l’estensione e basta scrivere gli elementi da cercare nella barra degli indirizzi per trovarsi catapultati nella home page del papero anziché su quella familiare di Google. Per ora ha funzionato egregiamente, e se talvolta dovesse deludermi vorrà dire che mi prenderò un minuto per riguardare l’infografica introduttiva.

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