il populista

Non è dato sapere se Dio esista ma il Demonio esiste di sicuro. E da oggi ha un sito internet: http://www.ilpopulista.it/

“Il Populista non si assume alcuna responsabilità in merito al contenuto delle notizie pubblicate sul sito internet, nè per qualsiasi danno, diretto o indiretto, dovesse derivare dall’uso delle informazioni contenute nel presente sito o dai contenuti del sito stesso”

Sembra una citazione inventata ma non lo è. È il disclaimer para-legale che campeggia sulle pagine de Il Populista, il progetto editoriale online di Salvini che va a sostituirsi (con una frode) a La Padania che ha chiuso i battenti. Il Populista è una specie di incubo, di inferno, un insieme di tutto ciò che di pessimo può produrre il pensiero umano e la follia del tirar-su-voti.

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L’intento è chiaro fin dal sottotitolo: Audace, Istintivo, Fuori controllo. Ma non basta: per dare una sensazione di giornalismo partecipato e di vicinanza al lettore viene rivolto un invito esplicito: “Libera la bestia che c’è in te! Scrivi anche tu per Il Populista!”

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E i contenuti? I contenuti sono un misto di discorsi da bar, ammiccamenti sessisti e proclami politici mascherati da verità rivelate. Ecco i titoli della home page in questo momento:

  • LECCHINAGGI COSMICIIl fantastico mondo dei media di regime dove Pd e Forza Italia non sono crollati
  • SENTENZA CHOC A MILANO Un giudice: “Permesso per tutti gli immigrati”. Salvini: “Roba da matti”
  • SUMAYA IN GIUNTA A MILANO?Se dovesse vincere Sala, la candidata musulmana del PD potrebbe diventare assessore
  • CAPITANO AL TUO SERVIZIO
    Salvini vi fa da cameriere per un giorno. Che cosa ordinate?
    Scegli anche tu la pietanza preferita
  • IMMIGRAZIONE INUTILE Chiasso fa il botto, 430 nuovi africani nella cittadina di confine I clandestini provenienti dall’Italia hanno tentato di passare il confine tra venerdì e domenica. Tutti fermati

Si tratta di un sito promosso dalla Lega, pagato dalla Lega e creato su misura per l’elettorato – attuale e potenziale – della Lega. Accanto a sezioni come “L’incazzato”, “Il buonista” e “L’invasione” campeggiano “Ggggiovani!” e “Sex & trash”. Il contenuto è indescrivibile. La mossa è particolarmente arguta perché il sito si propone come testata giornalistica, tant’è che Salvini ne è condirettore, però Il Populista non risulta iscritta ad alcun registro dunque non potrebbe né fregiarsi del titolo di testata né avere un codirettore (e menchemeno un condirettore). Questo ovviamente al lettore non interessa, così non interessa che le pseudo-notizie proposte siano false e parziali: tanto c’è il disclaimer riportato all’inizio del post a proteggere il sito.

L’intera operazione è perfettamente funzionale alla fama di Salvini, il primo leader di un partito post-Grillo davvero al passo con la tecnologia: i suoi post su Facebook ormai rimandano costantemente al sito, in modo da fidelizzare gli utenti e permettere loro di navigare da una “notizia” all’altra.

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Click, opinioni, voti. Cosa si vuole di più? Del resto quando si guida un partito al quale non sono richieste né onestà né coerenza non è difficile essere creativi.

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