Musica Lenta

Mi piace ricordare Bill Rieflin con quello che secondo me è stato un suo precoce contributo a questi ultimi sette (!) anni di storia cremisi.

Nel 2005 e 2006 Bill riunì una compagine di musicisti di prim’ordine per una missione molto particolare: improvvisare musica insieme, dal vivo e di fronte a un pubblico, cercando di non suonare nemmeno una nota che non fosse davvero la nota giusta per quel momento. Nel caso in cui un musicista non avesse avuto una nota giusta da suonare in quel momento il suggerimento era di non suonare nulla. Un esercizio non solo di esecuzione ma anche di meditazione, in un certo senso. O meglio, un esercizio di presenza attiva.

I musicisti raccolti furono

  • Fred Chalenor (upright bass)
  • Hector Zazou (keyboard and Apple PowerBook)
  • Matt Chamberlain (drums)
  • Peter Buck (Rickenbacker guitar with E-bow and butter knife, lo ricorderete come fondatore e chitarrista negli R.E.M. 😉 )
  • Robert Fripp (Fernandes Sustainer guitar with Solar Voyager 1.3)
  • William Frederick Rieflin (keyboard and Roland HandSonic HPD-15)

Il progetto durò il tempo di una manciata di date nel 2005 e un altro po’ nel 2006 ma per nostra fortuna è possibile recuperare almeno le date del 2006 su DGMLive.

https://www.dgmlive.com/tours?artist=11&year=&order=

La musica prodotta dallo Slow Music Project è varia, talvolta dissonante, molto dinamica, difficile all’ascolto per chi non era presente quelle sere di fronte ai musicisti. Soprattutto è difficile ascoltarla e pensare che si tratti del lavoro di sei grandi musicisti contemporaneamente sul palco dato che le note prodotte sono spesso poche, rarefatte, poco riconoscibili. In ciascun momento è difficile capire non solo “chi stia suonando cosa” ma anche semplicemente “chi stia suonando”.

Eppure, come dicevo, quella dello Slow music project è stata secondo me una chiave di volta in vista del progetto dei Kc recenti. Ricordate i “sette principi dei King Crimson” che Robert Fripp presentò nel 2014? (ripassino: https://www.dgmlive.com/in-depth/the-seven-principles-of-king-crimson) Il settimo principio, la sintesi di tutti i precedenti, era semplicemente “se ancora non sai cosa suonare, non suonare niente”.
All’epoca Fripp sottolineò più volte, a chi gli chiedesse come fosse possibile gestire l’orchestra cremisi, che l’atteggiamento di base di ciascun musicista sul palco era quello di non suonare nulla. Se poi si fosse presentato il momento giusto per suonare la nota giusta, e il musicista avesse ritenuto opportuno farlo, l’avrebbe fatto. Un approccio molto vicino a quello dello Slow Music Project, anche se applicato non a musica completamente improvvisata bensì al complesso e multiforme repertorio cremisi.

Chi ha avuto la fortuna di vedere i Kc in quei primi anni dell’ultima formazione, con Rieflin alla batteria, ricorderà come la sua presenza fosse in questo senso esemplare: suonare quando necessario, se necessario, prestando la massima attenzione all’economia della band. Uno spirito che si è continuato a vedere anche negli anni successivi, anche negli altri musicisti. Penso ai lunghi momenti in cui Mel durante gli show non suona nulla, o a quando ha scelto di non suonare nulla in sezioni durante le quali in altri concerti aveva invece suonato una propria parte. Penso ai momenti in cui uno dei tre batteristi, o anche due, o anche tutti e tre, si fermavano in ascolto di quanto stesse accadendo dietro di sé. Penso ai molti momenti in cui abbiamo visto Robert Fripp fermarsi un attimo e godere del suono della band.

Ho l’impressione che se non ci fosse stato lo Slow Music Project di Rieflin non avremmo avuto i Kc degli ultimi anni, oppure li avremmo avuti in una veste molto diversa. Ciao Bill, grazie.

“…a group is a dynamic organism – changing just one part can radically alter how things function and work together”

“…un gruppo è un organismo dinamico – cambiare solamente una parte può modificare radicalmente come le cose si mettono in moto e funzionano insieme”

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