Perché The ConstruKction of light è un gran disco

In attesa del boxone “Heaven and earth” ecco una mia provocazione. Che poi non è neanche una vera e propria provocazione, quello che ho scritto lo penso davvero.

1- Perché ha i migliori suoni di chitarra di un album dei Kc fino a quel momento.
Tanti si fermano ai discussi suoni di batteria di Tcol ma trascurano la nitidezza dei suoni di chitarra. Limpidi quando serve nelle parti interlocking, ruvidi e realmente potenti nelle parti più pesanti. Unisce la potenza di Red e la pulizia di Discipline in un unicum di possanza.

2- Perché è ironico (e autoironico). Si tratta del disco più pesante, ruvido, oscuro del’intera carriera dei Kc ma è anche quello nel quale traspare di più la vena di ironia e autoironia. Si tratta di una caratteristica che fa da sempre parte del vocabolario cremisi, da Easy Money a Cat food fino al King Crimson Barber Shop e la versione “contratta” dell’intero repertorio nel medley di “The Abbreviated King Crimson” per poi incontrare Dinosaur e Dig me. Qui però l’autoironia e l’ironia diventano il contraltare della pesantezza musicale per l’intero disco, da ProzaKc blues con i suoi accenni a Elephant Talk (ma l’intero concetto di ProzaKc blues è autoironico), le ardite similitudini di Tcol2, i giochi di parole di Oyster soup, il concetto stesso di “sentirsi in padella” di Into the frying pan. Se prima l’autoironia era una eccezione in questo album diventa la regola.

3- Perché è coraggioso a livello testuale. I testi trattano – anche se spesso in modo semiserio – temi come la depressione e il senso dell’arte, la storia e l’inevitabilità del destino.

4- Perché ci presenta una delle più granitiche ed elastiche (allo stesso tempo!) sezioni ritmiche della storia dei King Crimson. I suoni di batteria di Tcol sono stati tanto, tanto criticati e per molti sono il vero ostacolo nell’apprezzare il disco. All’epoca fu Fripp – pare – a chiedere a P@t dopo l’esperienza elettronica dei ProjeKct di usare soltanto la batteria elettronica sul disco. Si tratta di una scelta che a quanto pare lo stesso Fripp ha in seguito sconfessato, tant’è che nelle compilation uscite post-2000 non c’è MAI alcun brano di Tcol se non in versioni live (spesso del 2001 con batteria già elettroacustica). Inoltre nel corso del 2019 uscirà come sapete un box dedicato al periodo 1997-2003 che conterrà anche The Re-ConstruKction of light, un remix con una nuova parte di batteria ri-registrata da Pat Mastelotto.
Quindi ok, i suoni di batteria di Tcol sono unanimamente considerati una sciagura, ma perché?
Il problema principale è che essendo suoni elettronici sono privi di dinamica. In Tcol non esiste batteria suonata piano e batteria suonata forte, il volume è un pre-set e tale rimane. Questo è un limite, ovviamente, un limite per molti invalicabile e che impedisce di apprezzare il disco. P@t però – essendo un grande percussionista – è riuscito a trasformare questo limite in un vantaggio (the greatest the seemingly disadvantage ecc. ecc.). In The ConstruKction of light là dove non può esserci dinamica “normale” mediante i volumi viene creata una dinamica di pieni-vuoti. È evidente in tutti i brani del disco: là dove occorre “alzare il volume” P@t semplicemente suona di più, riempie la scena di rullate e di piatti sintetici; là dove occorre punteggiare la trama – come nella title track ad esempio – sta attento a non intervenire più del necessario. “La disciplina sta nel capire dove non suonare”, una frase che sembra ricorrente in questi giorni. Trey da questo punto di vista è il perfetto contraltare per P@t perché con la Warr Guitar si può permettere di essere “profondamente basso” quando serve e quasi chitarristico quando è necessario, donando leggerezza o appesantendo la sezione ritmica.
Se la batteria di TCOL è la più bistrattata della discografia cremisi non possiamo negare che sia anche una delle più creative in assoluto.

5- Perché contiene il più importante brano dei Kc post-1981 ovvero la title track, The ConstruKction of Light. Un brano che non a caso è stato ripreso anche nel 2008 e fin dalla prima data dei nuovi Kc dal 2014 in poi e non è mai uscita dalle scalette. The ConstruKction of light è come una colonna di note di basso che si innalza infinita, circondata da continui rimandi di chitarra e da una batteria che da un lato è totalmente percussiva e dall’altro riesce a innalzare continuamente la tensione. Tension-and-release, uno dei grandi marchi di fabbrica cremisi, questa volta però generato in un modo totalmente nuovo ovvero da un tema nato come ProjeKct. Dal 1982 nessun brano era mai stato così “importante” nella discografia dei King Crimson, secondo me.

6- Perché è il disco che porta a compimento l’esperienza dei ProjeKct. La title track è figlia di ConstruKction, un gioco di chitarre riproposto cento volte dal ProjeKct two (in versione Light, Heavy o Contrary) e in qualche modo richiamato anche dai P3 e P4. Frying Pan è il compimento di ProjeKction, una scala cromatica (mi pare) sulla quale costruire un brano sghembo e acido. Spesso parliamo dei ProjeKct come “ricerca e sviluppo per il Mighty Crim” e diamo per scontato che quella ricerca e sviluppo non abbia trovato pieno compimemento. In parte abbiamo ragione perché tanti spunti del P3 e del P4 sono rimasti lì, però è vero che molti sono stati ripresi e sviluppati dai Kc in The ConstruKction of light e dal ProjeKct X negli show del 2000 (pensiamo a Seizure, riproposta in varie occasioni e salse). Il doppio duo ebbe la pesante responsabilità, portata a termine solo parzialmente, di dare concretezza ai suggerimenti dei ProjeKcts. In Tcol questo si sente, per chi sa cogliere i rimandi.

7- Perché è un disco senza compromessi. Non avevano una ballad? Bene, non ci sono ballad. Non si tira il fiato, l’ultimo respiro a fondo lo fai prima di partire e poi tiri dritto fino in fondo. Fino al paradosso, a Heaven and earth. Un pezzo che nominalmente è di un ProjeKct (composto dagli stessi musicisti della incarnazione dei Kc che suonò Tcol) ma è più melodico e “ascoltabile” di quanto si ascolta nel disco che l’ha preceduto. Altro che “research and development”, il ProjeKct X era di fatto l’altra faccia dei Kc di quel momento.

8- Perché ci sono degli assoli di da paura. Primo fra tutti l’assolo “auto-clonato” velocissimo e fulminante che sta a metà di FraKctured e a metà di Larks’ IV ma anche il solo di “pianitarra” in Oyster Soup, per non parlare degli assoli di Belew in Frying Pan, ProzaKc Blues e Larks’ IV.

9- Perché contiene il brano più potente dei Kc post-red. Qui entriamo ancora di più nell’opinabile, naturalmente, ma secondo me Larks’ tongues in aspic part IV è una delle più grandi cose che i Kc abbiano fatto tra il 1981 e il 2013. Potente, ricca di rimandi alle precedenti puntate ma senza essere didascalica, varia senza essere raffazzonata, sinuosa e letale, non per niente Larks’ IV è rimasta in scaletta irremovibile non solo nel tour del 2000 ma anche in quello del 2003. E non a caso è stata ripresa nuovamente dai King Crimson nel 2017/2018.

10- Per l’artwork. La copertina di Tcol è nera, scura, oscura, criptica. Tutto il libretto è dominato da tonalità blu scure, opposte ad altre pagine argentate. Il font è un arial narrow ristretto all’inverosimile, riportato in copertina con un effetto che ricorda la locandina di Alien. Le foto dei membri della band nel libretto sono distorte, i riferimenti al passato (il vu-meter che rimanda a Red, ad esempio) sono solarizzati, evidenziati, bruciati. Una iconografia decadente e sintetica per un disco decadente e sintetico. E bellissimo.

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