Sedimentazioni

Ieri sera mi sono trovato a raccontare a degli amici del concerto degli Area a Forte Marghera di tre anni fa. Quel concerto iniziò con un brano, “Sedimentazioni”, che fece fuggire una buona fetta di pubblico permettendo anche a chi stava più indietro, come me, di farsi largo tranquillamente fino alle prime file. Ma cos’è “Sedimentazioni” e cos’ha di così terribile? Ce lo spiega il Maestro Fariselli in un’intervista:

Come avete tecnicamente costruito “Sedimentazioni”, il brano (?) in cui riassumete tutta la storia degli AREA?

È un brano che preparai anni fa in occasione di “Chernobyl 7991”. Ho selezionato un minuto e venti delle parti più significative di TUTTI i pezzi da noi mai registrati. La durata del brano è venuta fuori casualmente, partendo dalla parte conclusiva de L’Internazionale, e nell’esecuzione dal vivo è particolarmente efficace perché risulta un’esperienza sonora fuori dalla norma che riesce a scatenare reazioni contrastanti. E poi ha una durata sufficiente a rompere a sufficienza le scatole senza… romperle veramente. Si tratta solo di una amorevole… stimolatina, niente a che vedere con il ben più pesante Lobotomia. Il risultato in Sedimentazioni è un suono complesso, molto interessante, in cui al di là della prima impressione caotica (con relativa tendenza al panico in chi non è abituato ad ascolti di questo genere) un orecchio attento può davvero cogliere frammenti importanti della nostra vita. Io lo vedo come un momento di poesia.

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