Stone Gossard – Bayleaf

Copertina

“Il miglior disco dei Pearl Jam sarebbe una compilation di pezzi tratti dai dischi solisti dei vari componenti.”

Questa è la frase che mi è frullata in testa stamattina, dopo aver ascoltato questo album. Molti sono infatti i progetti solisti – o paralleli – dei membri dei PJ,  a partire dagli antichi Mad Season fino ad arrivare ai Brad, gruppo capitanato da Stone Gossard. Ognuno dei componenti si è cimentato, nel corso degli anni, in collaborazioni, veri e propri progetti paralleli o dischi “una tantum”. Bayleaf, progetto solista di Stone Gossard, per ora appartiene a quest’ultima categoria.

Si tratta infatti dell’unico disco uscito a nome del chitarrista ritmico (ma è riduttivo) dei Pearl Jam, il quale è solito alternare i dischi con la band più famosa e quelli con i Brad, gruppo da egli stesso costituito insieme a Shawn Smith.

Non conosco i Brad, non ho ancora avuto modo di ascoltarli, ma questo Bayleaf si è insinuato velocemente tra i dischi più in heavy rotation degli ultimi mesi. Mi ricorda una via di mezzo tra gli Strawbs – soprattutto nel primo pezzo – e il Neil Young elettrico ma meno incazzoso. Il tutto condito da una varietà di stili che non annoia e da una qualità delle melodie inaspettata. Anche se forse ci sarebbe da aspettarsela, considerando che stiamo comunque parlando dell’autore di All or none, per dirne una. Un album che non stanca facilmente, da ascoltare in macchina o in casa, da soli o con gli amici, consigliato ai fan dei Pearl Jam ma forse ancora di più a chi – come me – dei PJ fatica ad apprezzare il lato più punk.

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