Old medley, old stories

Ad Auronzo di Cadore c’è un bar, vicino al lago. Quel bar nei tardi anni novanta aveva un Juke-box, uno di quei Juke-box con i CD che si sono visti in giro per un po’. Con duecento lire potevi selezionare una canzone. In quel periodo andavamo spesso ad Auronzo: ai miei genitori e a #miasorella Leggi di piùOld medley, old stories[…]

In camera

The chamber of 32 doors è un capolavoro di dinamica, di interpretazione, di incastri ma soprattutto un capolavoro di arrangiamento. Ed è proprio l’arrangiamento secondo a rendere i Genesis diversi dagli altri gruppi prog dell’epoca. La chitarra nelle loro canzoni non importa per il solo suono né per i riff e negli assoli o negli Leggi di piùIn camera[…]

Progressive World #1 – Twilight Alehouse

Inizia con questo post la mia collaborazione con Progressive World, pagina FB dedicata al mondo del prog. La qualità di una band si vede anche dai lati B dei suoi singoli: pezzi magari usciti dal cassetto per un pelo oppure troppo strani per finire su un album ufficiale. Un esempio è Twilight Alehouse, lato B Leggi di piùProgressive World #1 – Twilight Alehouse[…]

Fiordo dei quinti

La caratteristica vincente dei Genesis secondo me era l’arrangiamento. Usando i pedali bassi, la chitarra come rinforzo della tastiera e i tom riuscivano a creare un tappeto sonoro la cui provenienza non è chiara all’ascoltatore; il basso di sottofondo all’assolo di flauto (e piano) a metà di Firth of fifth, ad esempio, non sembra un Leggi di piùFiordo dei quinti[…]

Abbiamo perso la memoria del ventesimo secolo.

Se andiamo a vedere un gruppo prog storico ci troveremo davanti nel migliore dei casi dei sessantenni in gran forma. Nel peggiore dei casi invece dei parrucconi che fanno il compitino eseguendo pezzi dei tempi d’oro a metà della velocità originale, e senza sentimento. Lo stesso vale per le cover band, che nascono sempre più Leggi di piùAbbiamo perso la memoria del ventesimo secolo.[…]

Sinestetica

Quand’ero piccolo associavo quasi sempre le canzoni che sentivo a dei colori. Ogni canzone aveva un colore specifico ed ogni volta che la risentivo mi tornava in mente, sempre quello. Funzionava meglio con i pezzi strumentali oppure in inglese ovviamente, perché lì non c’era il significato del testo a distrarmi, era solo il potere evocativo Leggi di piùSinestetica[…]