The black album

Boyhood non è un gran film, anzi è una palla, ma resta un bellissimo esperimento. Dodici anni di riprese, attori che crescono e attori che invecchiano, il mondo intorno alla sceneggiatura che cambia, così come cambiano le interazioni con la tecnologia e le convenzioni sociali.. il film in realtà sfrutta male tutto questo cambiamento – e anche per questo è deludente – ma si intuisce come l’impresa in sè sia stata coraggiosa. Insomma, è un film che andava fatto.

Boyhood - Beatles' black albumAd un certo punto del film il personaggio interpretato da Ethan Hawke regala al figlio, per il quindicesimo compleanno, una compilation dei Beatles intitolata The black album: non si tratta davvero di una compilation dei Beatles, ma di una raccolta di pezzi dei singoli componenti dei Beatles, registrati dopo lo scioglimento. L’idea è quella che ognuno dei fab four fosse, in sè, eccessivo e limitato: ma messi insieme, accostati uno vicino all’altro, si danno forza e ne esce un discone.
La scena funziona ed è bellissima di per sé ma lo diventa ancora di più quando si scopre che non si tratta di un’invenzione di sceneggiatura bensì di uno dei – probabilmente numerosi – inserti di realtà dei singoli attori che è stato poi trasportato nel film: Ethan Hawke stesso aveva creato la compilation per la propria figlia e aveva in quell’occasione scritto delle liner notes. Nel film si sente un pezzetto di Band on the run e vengono citati un paio di altri brani e non si legge la tracklist completa: per fortuna i fan hanno fatto abbastanza chiasso da spingere Hawke a pubblicare la scaletta del suo, originale Black album.

Il post con la scaletta è stato pubblicato per la prima volta su Buzzfeed il 21 luglio e riporta anche, in versione leggermente modificata, le note scritte di proprio pugno da Ethan. E’ forse questa la parte più bella, la lettera di un padre ferito che regala alla propria figlia un puzzle fatto con i pezzi di una relazione conclusa, quella fra i quattro Beatles.

I guess it was the fact that Lennon was shot and killed at 40 (one of Lennon’s last fully composed songs was “Life Begins at 40,” which he wrote for Ringo — I couldn’t bring myself to include it on the mix as the irony still does not make me laugh) and that I just turned 40 myself that conjured this BLACK ALBUM. I listen to this music and for some reason (maybe the ongoing, metamorphosing pain of my divorce from your mother) I am filled with sadness that John & Paul’s friendship turned so bitter. I know, I know, I know, it has nothing to do with me, but damn it, tell me again why love can’t last. Why do we give in to pettiness? Why did they? Why do we so often see gifts as threats? Differences as shortcomings? Why can we not see that our friction could be used to polish one another?

Il post è da leggere tutto, e il disco (che poi sono 3 CD) da ascoltare a ripetizione. Non esiste in commercio ma non vi darò un link per scaricarlo: vi basti sapere che i torrenti ne sono pieni, in ogni formato.

Buon ascolto

P.S. Attenzione a non confondere questo album con il triplo bootleg dallo stesso nome, pubblicato nel 1981. E’ facile distinguerli perché quest’ultimo contiene pezzi dei Beatles, e non dei singoli componenti 😉

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