The creator has a masterplan

I King Crimson non certo riempito le proprie scalette di cover: negli ultimi 40 anni hanno suonato soltanto ‘heroes’ di Bowie nel tour del 2000.
Nei primi periodi però avevano in scaletta almeno due cover d’effetto:
1- Get thy bearings di Donovan, estesa e – personalmente – parecchio migliorata rispetto all’originale
2- Mars di Gustav Holst, sopravvissuta in tour dal 1969 al 1971 con tanto di assolo di batteria passata nel VCS3, per la gioia degli astanti

In un caso, forse solo in un caso, portarono sul palco una inattesa cover di un classico del jazz psichedelico: “The creator has a masterplan” di Pharoah Sanders. Fu il 12 marzo del 1972, quasi 43 anni fa giusti giusti, ai Summit Studios di Denver.

Sarà perché è uno dei primi pezzi dei Crimso che riuscii a scaricare (coff coff) con l’avvento di Napster e WinMX, sarà perché è un unicum, sarà perché è registrato vergognosamente bene, ma sono particolarmente legato a questa cover e all’improvvisazione che ne segue. Fripp fa un gran lavoro e prelude un paio di temi che da lì a un anno saranno ben noti: il resto della band non riesce a seguirlo così come lui vorrebbe, ed è noto, ma i contrappunti di basso di Boz, il suono meravigliosamente dolce della cassa e del crash di Ian Wallace e il Sax di Mel si rivelano un tappeto sonoro non così fuori luogo, anche sul riff di Larks’I.

Sul finale del pezzo purtroppo il nastro si interrompe per poi riprende: quanti secondi o minuti di performance siano andati perduti nel mezzo probabilmente non lo sapremo mai. Per fortuna possiamo comunque sentire il finale del pezzo, la ripresa del tema cantato “The creator has a masterplan / Peace and happiness for every man” e la rapida conclusione.

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