THRaKKing

La settimana scorsa ero a casa con la febbre.

Quando ho la febbre mi succede una cosa strana: anche se la temperatura non sale molto (in questo caso non ho superato 37.8°) i pensieri mi partono in mille direzioni, non sono più in grado di arginarli e mi trovo a fare una specie di sogni a occhi aperti su argomenti qualsiasi. Nella fattispecie stavolta mi sono trovato a fare un lungo “sogno” su quello che sarebbe potuto accadere ai Kc post-1997 se il doppio trio non fosse imploso.

Siamo nel 1997, dopo le Nashville Reharsals i King Crimson si frattalizzano. Prima il projeKct two, poi il projeKct one, poi i tour dei projeKct three e four.

Quello che è successo nella realtà più o meno lo sappiamo: per impossibilità logistiche (Tony occupato con Peter Gabriel), stilistiche (Bill impegnato nel jazz) e economiche il doppio trio si sarebbe disperso e i suoi elementi più pesanti si sarebbero attratti gravitazionalmente nel doppio duo dal 2000 al 2003.

Immaginiamo però un 2000 diverso, un 2000 nel quale i Kc di THRAK si riuniscono al gran completo, forti di una serie di sessions, tour e esperimenti projeKctosi. Si riuniscono di nuovo a Nashville e decidono di portare avanti i temi musicali emersi nel 1997 e sviluppati poi nei tour dei ProjeKcts.

Similmente a quello che è accaduto davvero nel 2014, questi Kc dei nostri sogni decidono di non entrare direttamente in studio ma di portare in giro – sul palco – il frutto delle varie esperienze. Ne escono diversi tour, dal 2000 al 2004.

Il doppio trio nel tour del 2000 si presenta sul palco come una formazione “liquida”, unendo una parte di scaletta formata da composizioni a un’altra di improvvisazione. Per facilitare i “salti nel buio” la parte improvvisativa viene affidata di volta in volta a dei frattali della formazione completa, riproducendo quindi sul palco i vari ProjeKcts ma anche altre sotto-formazioni, come ad esempio il quartetto degli anni ottanta. Questa liquidità permette di presentare scalette diverse ogni sera non solo nella scelta dei brani ma anche nella scelta delle formazioni che andranno a eseguirli o svilupparli, garantendo una continua crescita della band.
Mentre un brano viene eseguito solo da alcuni membri della band gli altri non lasciano il palco ma rimangono in ascolto, in una versione alternativa di quello che è il motto dello slow music project per cui “il musicista, come comportamento di default, non suona nulla finché non ha qualcosa con cui contribuire”. Di tanto in tanto, qualora uno dei membri in “admirable restraint” sentano di avere qualcosa da aggiungere a quanto sta accadendo sul palco, possono sentirsi liberi di intervenire quando e per quanto lo ritengano necessario.

Ecco un esempio di scaletta immaginaria del 2000 di questo doppio trio frattalizzato con accanto l’indicazione di quale sotto-gruppo esegue il brano in questione:

1- Sus_Tayn_Z (ProjeKct two)
2- VROOOM VROOOM (doppio trio)
3- Frame by frame (quartetto ’81-’84)
4- ConstruKction (ProjeKct Four + Belew)
5- Red (ProjeKct three)
6- Indiscipline (doppio trio)
7- ProjeKction (doppio duo)
8- Larks’ tongues in aspic part IV (ProjeKct one)
9- The deception of the thrush (ProjeKct one)
10- VROOOM (projeKct two)
11- The talking drum (ProjeKct three)
12- Larks’ tongues in aspic part II (doppio trio)
13- One time (quartetto ’81-’84)
14- Improvisation (ProjeKct three)
15- Sex, sleep, eat, drink, dream (doppio trio)
16- Heavy construKction (doppio duo)


encore
16- Improv – six sticks (Gunn Levin Bruford Mastelotto)
17- Seizure (ProjeKct one)
18- 21st century schizoid man (doppio trio)

Mi sono divertito però a immaginare anche un’altra cosa: così come il doppio duo è evoluto dal 2000 al 2003, così come i Kc attuali sono molto cambiati dal 2014 al 2018, così come il doppio trio stesso ha cambiato marcia (e scalette) dal 1994 al 1996, perché non immaginare una ipotetica scaletta di uno show del 2004 di un doppio trio con ormai quasi dieci anni di esperienza alle spalle e un interplay paragonabile a quello del doppio quartetto di oggi?

Una scaletta del 2004 me la immagino così:
1- B’BOOM (P@t, Bruford e Belew)
2- THRAK (doppio duo)
3- People (quartetto ’81-’84 con interventi percussivi di P@t)
4- The sheltering sky (ProjeKct three + Bruford)
5- Three of a perfect pair (ProjeKct one + Belew)
6- The construKction of light (doppio trio)
7- VROOOM (ProjeKct four)
8- Frame by frame (doppio duo)
9- Larks’ tongues in aspic part IV (doppio trio)
10- ProjeKction (ProjeKct four)
11- One time (Fripp Bruford Gunn Belew)
12- Industry (ProjeKct two + Levin)
13- Improv (doppio duo)
14- Neurotica (doppio trio)
15- Thela hun ginjeet (ProjeKct one + Belew)
16- Matte Kudasai (doppio duo + Levin)
17- Indiscipline (doppio trio)


encore
18- Red (quartetto ’81-’84)
19- The deception of the thrush (ProkeKct three + Bruford)
20- 21st century schizoid man (doppio trio)

Mi sale la febbre solo a pensarci! 😛

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