T’TROOOM

Un duetto di batteria è una cosa difficile: mentre suoni devi stare attento a cosa fa l’altro, ma non troppo attento altrimenti perdi la concentrazione e finisci per stargli dietro, anziché stare a tempo o seguire il groove. Un trio di batteria dev’essere quasi impossibile: ogni volta che senti qualcosa che si muove dal tempo non puoi sapere subito se è uno dei tuoi compagni che sta sbagliando oppure se è qualcosa che faresti meglio ad assecondare e seguire.

Per ammissione implicita di Fripp i ‪King Crimson del 2014 suoneranno pezzi vecchi e, per definizione, il repertorio Crimso del passato è in buona parte farcito della tension & release di Bill Bruford. Portare in giro una band con TRE batteristi quindi è un’idea piuttosto insensata: devono guardarsi e ascoltarsi in continuazione e quindi sono forzati ad essere granitici, per non perdersi nel caos.

Eppure questi tre, insieme, riescono finalmente a muovere le corde emotive che risuonarono all’ascolto di B’BOOM. A differenza degli sterili duetti di batteria del mini-tour del 2008 questa volta si sente nell’aria la tensione, la concentrazione, e quando verso la fine decolla un minimo di groove si sente che è qualcosa di condiviso da tutti e tre, non semplicemente un ritmo sul quale uno suona e l’altro decora. Ci chiedevamo chi fra i tre avrebbe fatto il “traps and buttons” della situazione e a quanto pare – guarda un po’ – non sarà nessuno dei tre. Intelligente, da parte di Fripp, anche l’idea di mettere Rieflin nel mezzo, dato che gli altri due avevano già suonato insieme con una buona intesa.

Per essere soltanto una prova-in-studio, c’è di che ben sperare.

 

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