∆ – An awesome wave

Alt-J – An awesome wave, 2012, Infectious Music, stampa europea in vinile bianco

Nel 2012 gli Alt-J (o meglio ∆) aprirono per i Sigur Ròs a Jesolo e Nicola, mio collega all’epoca, me li consigliò. Non li conosceva ancora nessuno. Ordinammo il disco su Amazon e ce lo consegnarono in ufficio, dopo pochi mesi degli Alt-J parlavano tutti.

An awesome wave è un discone, pieno di idee e di arrangiamenti intelligenti. Purtroppo gli Alt-J non hanno più saputo evolversi e si sono involuti in dischi con una quantità di idee sempre inferiore, complice anche l’addio del bassista Gwil Sainsbury. Qui però sono ancora in stato di grazia e non si può non ammirare pezzi come Breezeblocks, Tesellate e soprattutto Taro – dedicata a Gerda Taro e Robert Capa.

La stampa è in vinile bianco, prima stampa europea. Tutti si lamentano che suoni malissimo, io non ho mai notato niente di strano.

Alice in chains – Dirt

Alice in chains – Dirt, 1992, Columbia, stampa europea 2009

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“Dirt” fu il terzo disco degli AiC che ascoltai, dopo l’unplugged e l’omonimo. Gli AiC classici, con Layne alla voce, si può dividere in “dischi elettrici” (Facelift, Dirt, Tripod) e più acustici (Sap, Jar of flies, Unplugged) e se l’unplugged segna il trionfo di questa seconda tipologia di album Dirt è invece il capolavoro elettrico: denso, potente, pieno di capolavori. Anche il suono del disco riesce ad essere ben bilanciato tra le tendenze dei ’90s e la modernità, non eccedendo in riverberi e triggeramenti, con il risultato di essere godibile ancora oggi.

E il contenuto? Them bones, Rain when I die, Down in a hole, Rooster, Dirt, Angry Chair, Would?, tutti pezzi giganteschi.

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E il disco? Buona stampa, niente da dire, però è forse un disco più legato al formato CD. Lo metto su raramente

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