Aguaviva – Aguaviva

Aguaviva – Aguaviva, 1970, Carosello Records, stampa italiana

Questo è uno dei pochissimi dischi che i miei genitori comprarono insieme a me, ad un mercatino a Legnago (VR).
La cosa che mi impressionò all’epoca fu il fatto che fosse mia madre a conoscere già il disco per via di una canzone sull’aborto (!). È abbastanza stupefacente vedere la propria madre, molto cattolica, lanciarsi nell’acquisto di uno sconosciuto disco di musica andalusa perché contiene una canzone sull’aborto!

Il disco non l’ho mai ascoltato molto. “Aborto” l’ho sentita poche volte e il resto dell’album ancora meno. Riascoltandolo stasera distrattamente mi è sembrato interessante, simile ai classici dischi politici sudamericani o spagnoli di quegli anni. Inquieta pensare che in Europa, quarant’anni fa, si potesse/dovesse fare musica politica e lottare contro un regime repressivo.

Agorà – Bombook

Agorà – Bombook, Cramps Records, 2016, stampa italiana

Anche se ho un sacco di dischi prog non sono un appassionato di prog. Semplicemente trovo che all’epoca, dal 1969 al 1976 tenendoci larghi, la massima espressione innovativa del rock stesse nel progressive. Poi, rapidamente come era arrivato, cadde nell’inutilità con poche lodevoli eccezioni.

Gli Agorà sono un gruppo italiano più jazz-rock che prog che però fu attivo in quegli anni e venne quindi infilato nel calderone. Fecero due dischi e sparirono ma dopo 45 anni rieccoli in azione, dal vivo, con Patrizio Fariselli come ospite. La sorpresa è che le composizioni sono solide, anche quelle recenti, la maestrìa nel suonare è rimasta e la qualità di registrazione eccellente. Il vinile manca di qualche traccia rispetto al CD ma forse è meglio così, conciso è bello.

Adele – 21

Adele – 21. 2011, Columbia, stampa americana

Non sopporto l’R’n’b. O meglio, non sopporto il “Contemporary R’n’b”, quella cosa fatta dai vari R. Kelly, Usher ecc. ma per fortuna anche in questo tempo popolato da Rihanne varie esistono delle cantanti valide che sanno cosa come si fa del soul senza sconfinare nella patacca. Adele è una di queste.

Ricordando quando era uscita Chasing Pavements e il suo strano video nel 2011 aspettavo, come tutti, Adele al varco del secondo album. Ma lei ci fregò sfornando un album maturo, nonostante la giovane età dell’autrice e interprete, che contiene alcuni classicissimi degli anni dieci come… come metà del disco, non serve che metta i titoli. La ciliegina sulla torta è la cover di Lovesong dei Cure, se possibile più piacevole dell’originale.

Abba – The Album

Abba – The Album. 1977, Polar records. Stampa svedese

È un regalo di mio cognato, direttamente da un viaggio in Svezia, e già questo lo rende speciale e mi fa sorridere ogni volta che lo vedo sullo scaffale.

Riguardo al contenuto si tratta di un disco che ho provato ad affrontare in più occasioni ma ammetto di non sapere come approcciarlo. So che ci sono molti artisti di fama – a partire da Robert Fripp e Brian Eno – che hanno pubblicamente elogiato gli Abba come maestri del pop ma almeno per ora non sono proprio la mia cup of tea. Un disco su cui tornare ogni tanto per vedere se ho capito da dove prenderli, dato che stando a RYM sembra essere uno degli album migliori.

Ad ogni modo un pregio ce l’ha di sicuro: la grafica euro-hippie.

16 Horsepower – Yours truly

16 Horsepower – Yours, Truly. 2011. Glitterhouse Records, stampa tedesca

Nella top 10 delle copertine più dozzinali di sempre sono sicuro che questa raccolta dei 16 Horsepower non mancherebbe. Un vero peccato, considerando che il contenuto è notevole: il primo disco è una selezione di classici della band scelti dal pubblico tramite la pagina Facebook della band e il secondo disco è composto da B-Sides, demo, rarità e cover.

Certo, si finisce per avere un tot di ripetizioni nel disco 2 ma si porta pazienza considerando che su 4 lati scorrono American Wheeze, Clogger, Poor Mouth, Cinder Alley, Strawfoot, Black soul choir e le splendide cover di The Partisan e Bad moon rising. Inoltre è l’unico modo per avere in vinile a poco prezzo almeno alcuni brani da quel capolavoro che è Secret South e sono molto contento di averlo nella mia discoteca.

Cosa sono

Discorsivo è un progetto auto-regolamentato che nasce da una constatazione: la paternità ti porta a stare più tempo a casa e ti limita nella pianificazione di lunghi intervalli di tempo. Ho scoperto quindi che – almeno per ora – posso mettere su i dischi sullo stereo tanto quanto prima ma non riesco a dedicarmi con successo a progetti che richiedano ore del mio tempo libero.

Ecco quindi “Discorsivo”. L’idea è di pubblicare un post per ciascun disco della mia collezione, però rispettando le seguenti regole:
– Non più di 800 caratteri per post (non più lunghi di questo, in pratica)
– Non più di 5 minuti al giorno (escluso il tempo di eventuale riascolto)
– È uno spazio personale quindi capiterà di imbattersi in giudizi impietosi (suscetibili di cambiamento)
– Il fine è la riscoperta