Il risveglio del nerd

Ecco quel che penso di “Star Wars: il risveglio della forza”. Non importerà a nessuno ma sono cose che non si riescono a tenere dentro 😛
Chi non l’avesse ancora visto sappia ovviamente che da qui in poi è un florilegio di spoiler.

IIMG_20151220_220739l film parte come uno dei migliori SW di sempre. Ero arrivato al cinema senza aspettative e per un’ora e mezza mi sono sentito portato per mano attraverso scene sempre più coinvolgenti e ben dirette. La prima metà del film è bellissima, tiene bene il ritmo e i personaggi nuovi sono notevoli e ben approfonditi. L’ingresso nella trama di Ian e Chewbecca è notevole e porta ancora più in su l’intreccio, l’interazione con i nuovi personaggi è ottima e tutto fila liscio.

Il problema è che da metà in poi il film si avvita su se stesso con una serie di momenti gestiti frettolosamente: Abrams vuole togliersi dai piedi alcune tematiche e presentarne altre e lo fa in modo leggero, come nel caso in cui la Nuova-morte-nera disintegra un intero sistema di pianeti, quello sul quale risiede il senato della repubblica. Per tre film ci hanno “educati” sulla nascita della repubblica, chi come me ha amato la nuova trilogia in fondo ci è affezionato e anche se questa repubblica è “nuova” e non è quella degli episodi I, II e III sarebbe carino capire qual è il peso che ha nella galassia. Invece no, vediamo la base della resistenza e capiamo che per loro la repubblica è un importante appoggio, ma niente più. Dopo il colpo dell’arma del Nuovo Ordine la repubblica è politicamente distrutta, un Coup de théâtre per poterla togliere dai piedi e non parlarne più nei prossimi due film. Bah. A questo punto tanto valeva non citarla nemmeno, la Repubblica.

Altra fissazione di Abrams sembra essere quella di prendersi libertà dal dualismo Jedi/Sith. Non ci sono più i Jedi né i Sith, bensì i cavalieri Ren e un Luke solitario. Più a basso livello ci sono la Repubblica e la Resistenza… ma resistenza da che? Sembra che Abrams abbia voluto fuggire da tutte le cose che non hanno fatto amare quasi a nessuno la nuova trilogia, ritenuta troppo cervellotica, ma nel farlo ha preferito lasciare diverse cose non dette, come è del resto nel suo stile. Nell’episodio VII non ci sono i pipponi politici come nell’episodio 1 e 2 ma dall’altro lato non sappiamo cosa sia stato della Repubblica e non possiamo capire quale peso potrà avere per essa la distruzione del Sistema Solare contenente il suo senato. Allo stesso modo non ci sono tutte le dissertazioni sulla Forza e i momenti mistici, ma dall’altro lato abbiamo un equivalente presunto del signore dei Sith che ha preso un giovane parzialmente addestrato da Luke Skywalker (Luke Skywalker, cazzo!) e ne ha fatto… una mezza pippa, un adolescente combattuto. Un adolescente (di trent’anni però) del quale non conosciamo né le motivazioni né i fini, se non “essere grande come il nonno”. Poco, troppo poco per renderlo un vero cattivo credibile. Non dico che i pipponi siano necessari, però sicuramente i discorsoni della nuova trilogia servivano per dare ai personaggi uno spessore notevole: quando Obi Wan grida “Eri mio fratello Anakin, ti volevo bene!” lo spettatore grida con lui, c’è un dramma personale oltre che politico che cresce scena dopo scena: nell’episodio VII si vuole ritornare invece ad un’atmosfera più simile a quella della vecchia trilogia, più avventurosa, ma lo fa sottovalutando l’acme di emotività al quale gli spettatori erano stati portati con l’episodio III. Il risultato è che mancano un super-cattivo degno, un’introspezione vera delle motivazioni di eroi e antagonisti e tutto rimane sul piano di una fiabona disney con in più le spade laser.

Il vis-à-vis di Kylo Ren e Ian è breve, poco significativo (dato che non sappiamo cosa sia successo tra i due in passato) e la morte di Ian Solo è imbarazzante ma soprattutto violenta e immotivata: dopo che hai passato metà del film a farmi vedere che Ian è invecchiato ed è un fallito, ma ha ancora spazio per rifarsi, buttarlo fuori dalla trama così è da pivelli. Una mossa terribile, al confronto la morte di Kirk sotto ai sassi in Generazioni è una fine da eroe. Kylo Ren è una pippa, un cattivo disneyano senza spessore, un ragazzino tentato dal lato oscuro non si capisce nemmeno bene perché. “Un adolescente passato al lato oscuro senza una motivazione des0190_462d9660particolare”, ha sentenziato Marti all’uscita dal cinema, e ha ragione. Peccato che all’inizio del film venga presentato come un cattivo di quelli grossi, con una malvagità paragonabile a Anakin in modalità incazzata: invece poi si toglie la maschera ed è uno sfigadèo. Risultato: nessuna empatia da parte dello spettatore verso un cattivo che non incute alcuna paura quando si toglie la maschera – mentre quando ce l’ha addosso ne fa eccome – e ne esce un personaggio appiattito e sprecato.

Un altro tema portante del film è la questione genealogica, che ha definitivamente rotto le bolas: questo è figlio di quello, quest’altro è figlio di quell’altro… molti personaggi fighi delle due trilogie (Padme, Grievous, Ian, Obi Wan…) non erano figli di nessuno, sarebbe stato meglio continuare così. Le parentele non richieste fanno molto telenovela e limitano gli sviluppi della trama, appiattendola necessariamente sui conflitti risolti e irrisolti e su ricerche edipiche, e di queste ne abbiamo già avute anche troppe.

Sono entrato in sala senza aspettative, la prima metà del film mi ha esaltato, la seconda deluso e alla fine sono uscito dalla sala temendo per il prossimo episodio, anziché fremendo. Ho l’impressione di aver visto a tratti un polpettone disneyano e non un film di Guerre Stellari, e se la scelta fosse stata tra vedere Ian Solo morire male in un mare di mezzi colpi di scena e un altro film con un Obi Wan superfigo e un co-protagonista con un serio conflitto interiore (sì, sto parlando della vituperata nuova trilogia) allora sarebbe stato meglio quest’ultimo. Per fortuna il fatto che i personaggi nuovi siano ben caratterizzati e profondi fa mantenere almeno un po’ di speranza.

P.S. John Williams, lo so che in Star Wars c’è sempre musica in sottofondo, come nei migliori melodrammi, però qui è troppa, troppa. Musica dappertutto, sempre, ad enfatizzare momenti già enfatici rovinandoli. E a volume altissimo. E senza un tema memorabile che sia uno. Anche no, grazie.

1 commento su “Il risveglio del nerd

  • Per amor di informazione riporto questi due commenti di Simona Milardo e Ivan Schepis dal gruppo Facebook “Star Wars Fan Italia”:

    Simona Milardo: Son d’accordo con te su alcuni punti, su altri no. Anch’io per tutta la prima parte ho gridato al miracolo, il ritmo è serrato e la presentazione dei nuovi personaggi è molto promettente, è nella seconda parte che si spezza un po’ la magia: non c’era assolutamente bisogno, secondo me, di riproporre una terza Morte Nera (fanservice o pigrizia nella scrittura?), che sarà pure più grande e potenziata, ma rimane sempre una Morte Nera. Se si considera che questo film dovrebbe essere il sequel diretto de Il Ritorno dello Jedi, sembra assurdo che Il Primo Ordine ci ricaschi ancora, non ha funzionato per due volte, perché tentare una terza? È pur vero che la storia ripete se stessa, ma penso che avrebbero potuto ingegnarsi in qualcosa di meglio. Il problema è che Abrams ha concepito TFA per placare tutti quei fan che si erano disaffezionati alla saga dopo i prequel (io non li ho trovati affatto abominevoli, ma questa è un’altra faccenda) a scapito di qualunque innovazione ‘sostanziosa.’ È per questo che il film non ha funzionato fino in fondo. Bello, magari non grandioso. Ora, riguardo alla parentesi personaggi: qui son in disaccordo. Tutti partono da premesse interessanti, ma nessuno (a parte forse Rey, quella su cui hanno lavorato di più, e si nota) si spinge oltre quella premessa (Finn rimane il sidekick bonaccione, il comic relief della situazione, così come Poe ricalca un po’ troppo l’Han che fu), ma questa credo sia una scelta precisa, siamo solo al primo episodio di una nuova trilogia, c’è tutto il tempo per un’evoluzione. Diciamo che Il Risveglio della Forza è un buon video di presentazione. Su Kylo Ren il discorso è un altro: non vedo come possa essere considerato disneyano (a patto che abbia ben capito il senso della parola.) Il ragazzo ammazza suo padre per provare a se stesso (e al suo maestro) di essere passato al lato oscuro. Nemmeno Darth Vader si era spinto a tanto. Non ci vedo nulla di disneyano. Ed è proprio per questo che la morte di Han è molto potente (e funzionale), come ha detto qualcun altro sopra. Anche il fatto che il personaggio sembra essere passato al lato oscuro senza una motivazione particolare lo rende interessante: non voglio scomodare troppo la storia, ma non sarebbe la prima volta che una persona aderisce a un movimento, matura un’idea (malsana) e che fa del male semplicemente perché convinta della validità delle proprie azioni, di essere nel giusto. In questo Kylo Ren è super realistico. Il contrasto Kylo con maschera/Kylo senza maschera è volutamente anticlimatico, tolta quella resta solo un ragazzo che si sforza di essere qualcosa che non è (ancora, perlomeno.) Anche questo è molto ‘veritiero’: un po’ come quando nei thriller smascherano il killer alla fine del film ed è un tipo tutto sommato banale. Per il resto, credo che sarà interessante seguire anche l’evoluzione del villain, oltre a quella degli eroi, una volta tanto. Il problema, forse, è che molti si aspettavano un Vader 2.0 fatto e finito, e per fortuna, secondo me, non ce lo hanno rifilato. Quello sarebbe stato davvero un emulo patetico. La questione genealogica non mi pare così disturbante, solo Kylo è notoriamente figlio di qualcuno, Rey per me non è neppure figlia di Luke, sarà stata sua allieva in passato e lui sarà riuscito a salvarla/mollarla su Jakku dopo il massacro da parte dei cavalieri di Ren. Poe e Finn non sembrano imparentati con qualcuno (per ora), quindi… Ah, e per la colonna sonora: io ho trovato pazzeschi il Rey’s theme e The Jedi Steps & Finale, che sembra un mash up fra la marcia imperiale e il tema della forza. Te li consiglio, soprattutto il secondo. 🙂

    Ivan Schepis: ti riporto questa che è l idea che sto spammando nelle carie comunity.l ho letta da una ragazza che mi sembrava molto preparata.devo ancora capire a quale libro però si riferisca…………Tra episodio 6 e 7 ci sono 30 anni di differenza. Han e Leia si danno da fare e nasce il nostro Ben Solo (in onore a Ben Kenobi).
    Luke vive felice con sua sorella e suo cognato e si prende cura del suo amato nipotino che fin da piccolo appare sensibile alla forza. Ben è particolare perché è nato con una potenza equilibrata tra il bene e il male (scritto nel libro ufficiale uscito il 18 in America). Leia sa questa verità, ma la nasconde a Han. Non solo: Snoke conosce bene la famiglia Solo, lui dalle tenebre, fin dal principio, sapeva che Ben sarebbe stato potente nella forza, un buon allievo da manipolare (libro).
    Zio Luke comincia l’addestramento con Ben, convinto che il suo amore lo possa far crescere nel lato chiaro, tanto che gli affida la spada laser usata da lui e prima ancora da suo padre (la spada l’ha ritrovata Maz e l’ha data a Leia, si vede chiaramente in un trailer, ma non so altro).
    Luke sente altri bambini che potenzialmente possono essere padawan, portandoli alla sua scuola Jedi (che non si trova sicuramente su quell’isola dove si nasconderà), facendoli allenare con Ben: loro saranno la protezione dell’universo.
    Ben cresce nell’equilibrio della forza: è circondato da persone che gli vogliono bene, tra cui Lor San Tekka (il vecchio che sta su Jakku all’inizio del film che ha la mappa per trovare Luke- prima di ucciderlo, si capisce chiaramente che i due si conoscono, il vecchio sa benissimo chi è Kylo Ren), sente parlare di suo nonno Anakin, di come grazie alla verità dei suoi sentimenti si sia convertito e sia riuscito, non solo ad immolarsi per suo figlio, ma a distruggere tutto l impero. Conosce altri ragazzi, tra cui Poe Dameron, con cui c è una certa relazione, forse anche di amicizia (vi ricordate all’inizio del film, quando lo cattura? Poe è moooolto sfacciato con lui, gli fa delle battute: loro si conoscono! E pure bene!).
    Nel frattempo, Snoke (che continuo a pensare sia in realtà Plagueis), vuole a tutti i costi ricreare un impero nuovo, più forte, spietato e cinico: Ben è il suo campione, lo pompa mettendo in oscurità Han, Luke e sottolineando come lui possa essere ancora più forte di Anakin, capace di non perdersi per un sentimento. Ben si convince, vuole essere cattivo, vuole dimostrare a tutti che può essere di più che il famoso figlio di Solo e della principessa, nonché nipote di Skywalker. Lui vuole essere più di Vader.
    Quando Ben ha circa 14 anni, Luke ha una figlia con con so chi.. Nasce Rey, una bambina che da subito di prospetta come Jedi super sensibile alla forza: per lei è segnato un grande futuro.
    Passano circa 4 anni, Rey cresce sempre più nella forza, Ben cresce sempre più nel lato oscuro. Sotto l’influsso di Snoke, Ben si crea una identità nuova, diversa e sua: una maschera che nasconde il viso simile a quella del nonno, un mantello nero, una spada laser forte ma imperfetta, frutto di immaturità e poca conoscenza della forza, instabile, ma eccessiva, con tre lame. Lui è quella spada: instabile e dannoso, spocchioso, desideroso di autoaffermarsi nell’essere unico e diverso da tutti.
    Crea così, con alcuni padawan ribelli che lui sta a sua volta istruendo nel lato oscuro, i Cavalieri di Ren. Luke percepisce che qualcosa non va.
    Ma gli ordini di Snoke sono chiari: i Jedi si devono estinguere, quale occasione migliore per Ben per poter finalmente dimostrare a se stesso che lui vale più di tutti?
    Così, abbiamo l’assalto alla scuola Jedi, in cui tutti i padawan rimangono uccisi. Luke è ferito, semi morto: un Cavaliere di Ren prova ad uccidere Rey, ma sua madre la protegge e rimane uccisa. Il Cavaliere sta per uccidere Rey, ma una spada laser rossa lo trafigge. È Kylo, che è stato debole: i suoi sentimenti non hanno permesso che Rey morisse. Ha salvato sua cugina. Ma ha ucciso il futuro dei Jedi, creando in Luke un grande senso di colpa.
    Kylo scappa.
    Han e Leia litigano, dandosi a vicenda la colpa di quello che è accaduto a loro figlio e decidono di separarsi. Luke pensa che la colpa è sua e tutti sono preoccupati per la vita della bambina.
    L’unica soluzione è la separazione dolorosa.
    Luke mette in “ibernazione” i ricordi della figlia, cerca di “assopirne” la forza e la porta su un pianeta che gli ricorda il suo pianeta di infanzia: Jakku. La bambina vivrà da sola, ma sarà protetta da lontano da Lor San Tekka (il vecchio dell’inizio del film), che veglierà sulla sua vita. Luke lascia la sua spada nel castello di Maz. E iberna R2, lasciandogli la parte rimanente della mappa (in realtà non mi è ancora chiaro perché il droide si risveglia propio in quel momento del film..). Luke va alla ricerca del Tempio Jedi, forse per allenarsi o semplicemente per attendere.
    Il resto.. Lo sapete!
    Passano gli anni, Rey ne ha circa 18, Ben ne ha circa 32.
    Ps: quando Rey e Ben combattono sulla base starkiller, lui cerca di convincerla a passare al lato oscuro, dicendo che le serve un maestro e che lui le mostrerebbe le vie della forza. Ma lei è troppo Skywalker…!

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