Piccole rivoluzioni

Qualche giorno fa, dal mio spacciatore di dischi qui a Mestre.

Ad un certo punto entra un cliente, si mettono a parlare e Francesco, lo spacciatore, racconta: “Ti ricordi quando uscivano i 45 giri dei Beatles? Io mi ricordo ancora quando uscì Paperback Writer. Ero ragazzino, avevo convinto mia mamma a portarmi a comprare una giacca come quelle dei Beatles. Poi però uscì il 45 giri di Paperback Writer e le chiesi di usare i soldi per quello. Portai a casa il disco, lo ascoltai, e non capivo quello che sentivo. Era così diverso, così nuovo, non riuscivo a capirlo. Entrai molto più facilmente in sintonia con il lato B, “Rain”, mentre Paperback Writer ci impiegai un sacco di tempo a capirla”

Andatevela ad ascoltare, Paperback Writer. Per noi è un classico, né più né meno di Yesterday o Hey Jude. La sua portata innovativa al giorno d’oggi è sfocata, schiacciata dalla storia del rock.
Affrontare le discografie dei giganti a posteriori rende il lavoro più facile, perché permette di affrontarle con occhio critico fin da subito, però ci impedisce di capire la portata di tante piccole rivoluzioni.

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