The crux of the biscuit

Non so se siate fan degli Elio e le storie tese. Spero di sì, lo dico per voi, altrimenti vi spiego in due secondi.

Spesso gli EELST infilano nelle proprie canzoni dei riferimenti a pezzi precedenti oppure ci sono situazioni e personaggi che ritornano negli anni: è il caso del peperone che fa PAM! in “TVUMDB” (capolavoro) e che rimanda all’omonimo PAM! di “Piattaforma”, anni prima. È il caso di Maurizio Crozza e Claudio Bisio, che ritornano negli anni in vari dischi continuando i medesimi monologhi. E’è il caso delle vocali dell’amore, Uòllano e quant’altro.
Ecco, questa idea dei richiami interni alla propria discografia gli EELST l’hanno presa – insieme a molto altro – dal mentore Frank Zappa. Cosa faceva Zappa? Infarciva dischi e concerti di auto-citazioni e riferimenti che nel tempo sono andati a creare delle vere e proprie situazioni, degli ambienti semantici (senti come parlo bene) a se stanti e obliqui rispetto alla sua discografia. Così un termine usato in dischi degli anni sessanta può ritornare in album degli anni ottanta o nei concerti di metà settanta, così come fanno certi temi musicali. Un’idea che Zappa stesso chiamò “conteptual continuity” e che rende i suoi fan simili a quelli di Lost: sempre alla ricerca del significato nascosto, del riferimento occulto, delle similitudini impercettibili. Solo che nel caso di Zappa, così come capita con i grandi della poesia, arrivi a scoprire che spesso quello che ti sembrava messo lì per caso è davvero un riferimento a qualcos’altro: e lì vedi che razza di immenso compositore e immenso cazzaro fosse.

Tutto questo per dirvi che qualcuno si è messo in testa di creare una mappa interattiva e navigabile di tutti o quasi questi riferimenti interni alla “continuità concettuale”: ne è uscita una roba enorme, c’è da percercivisi dentro a più riprese. Se siete dei neofiti zappiani sicuramente non ve ne importerà niente ma se invece avete esplorato un po’ il suo mondo vale la pena di farci una capatina. Per scoprire sempre nuovi collegamenti e farsi cullare dai rimandi di questa ragnatela gigante di rimandi, spesso esilaranti.

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