The Whitest Boy Alive – Dreams + Rules

Avete presente i Kings of convenience? Bene, i KoC hanno tre caratteristiche principali: sono acustici, leggeri e rilassanti. Prendete ora queste ultime due caratteristiche e modificate la prima, che da acustica diventa eletronica, ed otterrete i “The whitest boy alive”.
Il paragone con i Kings of convenience in realtà non è casuale, poiché si tratta di un progetto nato da Erlend Øye, membro del suddetto gruppo. (Quale dei due era? Quello apparentemente più sfigato, per intendersi). I Whitest boy alive sono quindi una derivazione del gruppo di Toxic Girl e Misread, e l’influenza si sente già dalle prime note del loro album di debutto del 2006, Dreams. Le armonie di chitarra sono molto simili a quelle del gruppo d’origine ed come il timbro vocale di Øye risulta subito familiare.
Quello che però destabilizza è la ritmica, così marcata come mai era stata nei KoC. Certo, nessuno dei celeberrimi singoli-da-pubblicità sfornati dal duo norvegese era primo di una ritmica pronunciata: perfino le quattro note tanto orecchiabili di “toxic girl” in realtà erano basate su una ritmica, più che su una melodia. Qui però il ritmo diventa il fondamento del tutto, ed è un ritmo spesso al limite tra disco e funky, virato con delle tinte di elettronica da new-wave che fa molto ventunesimo secolo e da un basso che non è mai puro accompagnamento.
Fin qui nulla di sensazionale, solo un gruppo alfiere del new acoustic movement che si piega alle nuove passioni dei propri membri. Cosa allora mi ha colpito di costoro? Semplicemente il fatto che siano riusciti a sfornare due album (il secondo, Rules, è del 2006 ed è anche meglio del primo) pieni di invenzioni pop geniali, con ritmiche semplici ma arrangiamenti complessi, che si lasciano ascoltare ripetutamente, dall’inizio alla fine senza alcun sentore di noia o di già sentito. Ed in questo vi assicuro che sarei particolarmente feroce, essendo la disco e il funky due tra i generi che più velocemente esauriscono la mia pazienza.

P.S. Sì, le loro copertine sembrano un misto tra il Battiato dei mid-70s e le vignette della settimana enigmistica.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.