Anagnorisis

Il secondo brano di V – l’EP di cinque canzoni che anticipa il nuovo album di Peter Hammill “From the trees”, si intitola Anagnorisis.

Anagnorisis è un termine inglese derivante dal greco ἁναγνώρισις e in italiano si traduce agnizione, ovvero “un topos delle opere narrative o drammatiche. Consiste nell’improvviso e inaspettato riconoscimento dell’identità di un personaggio, che determina una svolta decisiva nella vicenda”. E’ quel colpo di scena finale che spesso, nella tragedia greca o romana, si svolge attraverso il riconoscimento della reale identità di un personaggio. Ad esempio un personaggio povero si scopre in realtà nobile e ricco, oppure due personaggi estranei si scoprono parenti o viceversa.

Anagnorisis – la canzone – dura molto poco, meno di tre minuti. Si tratta di una durata insolita per i brani di Hammill, che ci ha abituati invece a canzoni articolate e lunghe. Si tratta però di un brano molto complesso a livello testuale, quasi a voler fare da contraltare alla propria brevità con una grande profondità di significati.

Il primo verso ci porta nuovamente – come in Milked – in un teatro, o meglio in una papered house. Un termine non comune che descrive un luogo nel quale avviene uno spettacolo per il quale sono stati regalati dei biglietti omaggio, per garantire un miinimo di posti occupati e un passaparola riguardo all’evento. In questo teatro si muove un re, o forse un attore che recita la parte di un re, vittima dell’età e del passato. Non ci spostiamo dunque di molto dai temi già affrontati in milked: l’arte, l’interprete, l’età che avanza, la dimenticanza.

Anche per questo testo ringrazio la fondamentale collaborazione di Mikayel Abazyan.

ANAGNORISIS

In a papered house
the lights are going down.
In blissful ignorance, the king
makes a hash of repairing his papier-mâché crown.

The treasure in his grasp
the part he was born to play
are laying up the garden path
with his hopes and his broken heart shown on open display.

He doesn’t understand
they’ll never let the talent know
That the shaking in his hand
is a sign of goodbye and not hello
So much for awareness of the crooked nature of the deal
In the papered house, there’s no big reveal.

He doesn’t understand
so much he’d rather not know
But he caught a glimpse of a seating plan
and so the story’s blown
Grandees and groundlings they’ve seen it all before,
And there’s no sense of romance left at the artist door.

Anagnorisis, it’s all given away.
In a papered house there’s hell to pay.

AGNIZIONE

In un teatro affollato1
le luci si stanno spegnendo,
nella sua beata ignoranza il re
tentando invano di riparare la propria corona di cartapesta

Il tesoro che tiene in mano
la parte che era nato per interpretare
sono distesi sul vialetto del giardino
con le sue speranze e il suo cuore spezzato, esposti al pubblico.

Lui non capisce
non lo faranno mai sapere
che il tremore della sua mano
è un segno di addio e non di buongiorno
Ed è tutto qui, riguardo alla consapevolezza della natura disonesta del patto
nel teatro affollato non ci sono grosse sorprese.

Non capisce
così tante cose che preferirebbe non sapere
Ma ha sbirciato di sfuggita una mappa della platea
e così la storia è venuta allo scoperto
Dai notabili ai plebei in platea2, hanno già visto cose simili
e non è rimasto nemmeno un tocco di romanticismo a disposizione dell’artista

Agnizione, è svelato il colpevole
in un teatro qualcuno sta per pagarla cara

  1. Papered House è il modo in cui si descrive uno spettacolo per il quale sono stati forniti biglietti omaggio, in modo da diffondere la voce e riempire la platea
  2. “Grandees and groundlings” è una citazione shakespeariana. I groundlings erano letteralmente le persone che non potendosi permettere un posto nei palchi del Globe Theatre erano costretti ad assistere allo spettacolo dalla buca di fronte al palco

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